“Folsom Prison Blues” di Johnny Cash è un plagio?

Johnny Cash - Folsom Prison Blues

Si sa, ognuno ha i propri scheletri nell’armadio, e Johnny Cash all’epoca ne aveva tanti, ma qui ci troviamo di fronte allo scheletro che non ti aspetti. The Man in Black che costruisce la base del suo successo attingendo a piene mani da un’altra canzone.

L’ISPIRAZIONE

Già appassionato di Country music, Cash intorno al 1954 prestava servizio militare nella Germania dell’Ovest.

Durante la visione del documentario Inside the walls of Folsom Prison ebbe l’ispirazione per la scrittura del brano. La canzone racconta infatti di un carcerato che, udendo dalla sua cella il fischio di un treno in lontananza, rievoca il momento in cui ha ucciso un uomo “solo per il gusto di vederlo morire” e immagina come sarebbe stata la sua vita se non avesse compiuto quel gesto.

Un anno prima, nel 1953 Gordon Jenkins incideva con la sua orchestra l’album Seven Dreams, all’interno del quale era presente una canzone dal titolo Crescent City Blues cantata da sua moglie Beverly Mahr. Il testo della canzone parla di una donna sola che canta le sue pene d’amore all’interno di una baracca.

La prima strofa di “CRESCENT CITY BLUES”

I hear the train a-comin’, it’s rolling ‘round the bend
And I ain’t been kissed lord since I don’t know when
The boys in Crescent City don’t seem to know I’m here
That lonesome whistle seems to tell me, Sue, disappear

La prima strofa di “FOLSOM PRISON BLUES”

I hear the train a-comin’, it’s rollin’ ‘round the bend
And I ain’t seen the sunshine since I don’t know when
I’m stuck in Folsom Prison and time keeps draggin’ on
But that train keeps a-rollin’ on down to San Antone

Nulla di nuovo in fin dei conti. Non accreditare i compositori dei brani era abbastanza consueto all’epoca.

Basti pensare a Surfin’ USA dei Beach Boys, i quali furono costretti a sborsare un’ingente somma risarcitoria a Chuck Berry per aver plagiato Sweet little sixteen. Lo stesso destino toccò a Johnny Cash, il quale fu costretto a versare 75000 $ nelle tasche del collega Gordon Jenkins.
Verso la metà degli anni ’90 Cash ammise le sue colpe e questo è quanto dichiarò ad una rivista canadese:

Al tempo non mi sarei mai aspettato di diventare un professionista in campo musicale. Non stavo provando a fregare nessuno.

LE ENORMI DIFFERENZE

Nonostante melodia e armonia combacino perfettamente, il grande riconoscimento che spetta a Cash è quello di aver dato voce a chi non ne aveva. Come Woody Guthrie e tanti altri folksingers, Cash si è calato nei panni degli emarginati, i condannati alla pena di morte o all’ergastolo.
La storia di Folsom Prison Blues è infatti completamente diversa dall’originale di Jenkins. Johnny Cash aveva trasformato una torch song in una forma di rock’n’roll con influenze country del tutto inedita all’epoca che segnava una rottura con quello che comunemente veniva trasmesso dalle radio.

CONCLUSIONI

Le canzoni e i nuovi stili musicali nascono dall’esigenza di dire qualcosa che è già stato detto in una maniera completamente diversa. Johnny Cash diede luce e dignità a chi le aveva perse, mostrando al mondo che anche i più feroci dei criminali sono in fondo esseri umani.

A distanza di ben 63 anni dalla sua scrittura, Folsom Prison Blues resta una canzone attualissima che dovrebbe farci interrogare su una vecchia questione: saremo un giorno in grado di riabilitare qualcuno, piuttosto che chiuderlo per sempre a chiave in una cella con le sue speranze e la sua dignità?

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